Cucine antiche, 3

Cucina della Certosa di Padula, in provincia di Salerno. Una splendida, enorme, sontuosa cucina, piastrellata in un difficilissimo accostamento di verde e giallo. Acquai qua e là, senza alcuna simmetria, come nessun architetto oggi farebbe, e che invece è incantevole testimonianza non solo di una misera funzione, ma di un percorso di uomini che lo spazio lo vivevano senza soggezioni a principi di assialità. L’assialità, la simmetria lasciamola ai cimiteri per favore, io sto con Bruno Zevi.

Rappezzata, mutilata, decaduta, eppure proprio per questo ancora più sontuosa. Uno dei tanti segni di come il Sud lasci andare il suo immenso patrimonio culturale con regale noncuranza, quasi con disprezzo, come se ogni pietra, ogni mattonella dicesse: Vedete cosa ci fanno? E’ giunto il tempo degli sciacalli, ma io sono bella anche così…

E con tristezza sono tornata alla cucina di casa mia, ben organizzata, sì, col suo bel bancone da lavoro, bello sì, ma senza anima. I pensili mi guardano muti, schierati come soldatini obbedienti, ma non è questo che voglio. Voglio cose che abbiano una storia, voglio uno spazio organizzato in mia funzione, senza gerarchie logiche. Riguardo le foto e alzo lo sguardo alle pareti di casa arrovellandomi su come le farò, prima o poi….

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