Figli e fiducia

Pochissimo influenzata dal fatalismo isolano in virtù del mio sangue umbro, oggi mi sono accinta a modernizzare e alleggerire la borsa da terremoto. Questo sebbene in cuor mio creda (speri) che tutti i discorsi sin qui ascoltati sul Big One siano da ridimensionare grazie al cemento armato (l’attesa del Big One è uno degli argomenti prediletti dalla gente dopo il terremoto). Quindi al computer, quando ero sola, ho messo nel carrello acquisti coperte termiche arancioni, fischietti arancioni anch’essi e sacchi di croccantini per il cane.

Il Figlio grande sopraggiunge alla mie spalle silenzioso come un puma

-Due sacchi di croccantini per il cane?!?! Perché??- glielo dico cercando di minimizzare.

-Esagerata! Esageratissima! Poi arrivano i soccorsi e ci portano del cibo, no? Mica è la fine della civiltà! Mica sarebbe un mondo post-nucleare stile Fall Out!-

Non ho accennato alle stime sui morti e sui danni che si attendono, né sui timori circa i piloni dei viadotti in autostrada e le piste dell’aereoporto; ho accettato il ruolo di Vecchia Mamma. Lui si è allontanato scrollando il capo e io ho cliccato sul pulsante Acquista.

Pensieri sparsi post-terremoto

Stanotte il terremoto è stato come una spinta nel fianco. E non finiva mai. Poi il lampadario che ruotava e il nostro cane Kate immobile davanti alla porta della nostra stanza, a occhi sbarrati. Non ci ha più lasciati, non so se per paura o per proteggerci. Grazie a Dio, i Figli erano a dormire fuori e ben lontano da qui. Bè, per ora è andata. Ma è tutto il giorno che i pensieri sono confusi e mi sento un po’ convalescente. Ad Anastasia penserò domani.

Quindi conversazioni a tema con il Marito. Non fai più la borsa da terremoto (un borsone in cui mettevo medicine, acqua, cibo in scatola, coperte, torce elettriche, soldi e qualcosa d’oro) Pesava un quintale e mi prendevate tutti in giro! Ma se si deve scappare di notte in pochi secondi è l’unica. E me lo dici adesso?

Se il terremoto fosse disastroso davvero, come quello del Seicento, e riuscissimo a salvarci, il cane certo verrebbe con noi -ma fin dove, fino a quando? Perché dovremmo nutrirlo, ma i soccorsi in quanto tempo arriverebbero? Allora forse sarebbe meglio lasciarlo andare, in modo che si possa trovare da solo il cibo più facilmente -e già il pensiero mi spezzava il cuore.
Andiamo in Umbria! Ti sembra meno sismica? Certo non ha avuto terremoti da radere al suolo intere città come la Sicilia! E qui abbiamo saggiamente deciso di non procedere nella contesa Sicilia vs Umbria. Abbiamo invece ricordato quel che è successo al nonno di mio marito, ufficiale di stanza a Messina nel 1908. Viveva lì con la moglie che attendeva un bambino. La notte del 27 Dicembre sognò una donna bella avvolta in un manto azzurro che teneva un fagotto in braccio. La donna avanzò verso di lui e aprendo il fagotto mostrò un bambino coperto di orribili pustole. Non temere, per te non ci sarà contagio, disse e sparì.

La notte del 28 l’intera palazzina dove vivevano crollò insieme alla città, ma l’angolo dove era la loro stanza da letto rimase in piedi. E così ci siamo potuti essere noi e i Figli . Perchè alcuni sì e altri no, questo è il vero mistero.

A questo punto la pasta era in tavola. Tutto piano piano è ricominciato.