Figli e musica, 2

Esco a fare la spesa. Al supermercato mi accorgo di non avere le chiavi. Poco male, penso, c’è uno dei Figli a casa. Suono alla porta di casa, niente. Penso di chiamarlo a cellulare e mi accorgo di non avere neppure il cellulare. Mi attacco al campanello, niente. Eppure mi aveva detto che mi avrebbe aspettato. Un’intuizione, di quella che solo le madri hanno, mi gela il sangue: gli hanno regalato le cuffie Bose. Lui sta ascoltando la musica con le cuffie. Mi riattacco disperata al campanello, con i surgelati che grondavano -niente. In compenso esce il vicino, impensierito dalle scampanellate. Gli spiego la situazione, lui mi offre il suo cellulare e mi accorgo di non ricordare il numero di mio figlio. Cancellato dalla mente. I surgelati si stavano cuocendo da soli. Il vicino ha l’aria di pensare: Ma questa la fanno andare in giro da sola?

In quel mentre un’illuminazione, sempre da madre: lui vive guardando il cellulare. Basta chiamare qualcuno di cui ricordi il numero chiedendo di chiamare il Figlio e questi risponderà e aprirà la porta. E così è stato. Ha aperto con la faccia da bettoliere scocciato, con in mano le cuffie -Non si esce senza cellulare!-

Di tutta la situazione aveva colto questo. Il resto -isolarsi dal mondo sino a quel punto, vivere con lo schermo del cellulare davanti- era regolare.

Comunque, devo ammetterlo: complimenti Bose, good job.