Qualcosina per la Madre Terra

Persino san Francesco, che chiamava tutto fratello e sorella, ha definito Madre la Terra. La Tellus dei Romani, raffigurata nell’Ara Pacis in atto di allattare placida due gemelli. E’ così che la vedo.Confesso di essermi un po’ fissata con il rispetto verso il nostro pianeta. E ho valutato che ben poco posso fare se non:

  1. procedere al rifiuto della plastica. Metterò un filtro al rubinetto della cucina ed eleiminerò le bottiglie di acqua minerale. Per il resto, auspico un ritorno alla distribuzione porta a porta di alcune cose come il latte, in bottiglie di vetro da rendere ogni settimana, dietro buono sconto, come si faceva un tempo.  E di procedere, appena sarò in pensione, cioè, ahimè, fra troppi anni,  all’autoproduzione di quasi tutto.
  2. Intanto autoproduco detersivi. Bastano due sostanze, l’acido citrico e il percarbonato di sodio, per fare quasi tutto a impatto ambientale zero. E i risultati sono molto, molto migliori di quelli dei comuni detergenti. Ne vale la pena anche se si deve perdere un po’ più tempo. Per il loro corretto uso v. https://www.mammachimica.it/, un sito splendido, onesto, non filoindustria, né filogreen. La verità, pura e semplice, finalmente.

Regole di cucina di casa mia (in attesa delle ricette per il mitico Qualcuno)

Da domani sera, ricette per il mitico Qualcuno (appena farò le foto).
Intanto, cucina basic di Casa Mia.

Alcune regole fondamentali tramesse dalle Ave. Molte derivano da una profonda diffidenza verso la modernità, cioè verso tutto ciò che la Tradizione di Casa non ha sperimentato da secoli. Queste sono:

-pentole, teglie e padelle solo di metallo, niente rivestimenti antiaderenti e nuovi materiali, giudicati pericolosissimi per la salute umana
– mai lasciare nei piatti da portata posate di metallo (la plastica veniva a priori evitata come la peste). Un’eccezione era fatta per le posate di osso, se non vi era condimento con l’aceto.
-come formaggio da fondere solo mozzarella, parmigiano o a pasta filata. Mai e poi mai le sottilette.
(-Chissà che ci mettono!- Loro, gli infidi signori delle Malvagie Industrie.
Sarà per questo che ci piacciono tanto, ora, e che mi sorprendo ad aprire il frigo di notte per mangiare una sottiletta.)
-mai e poi mai usare un filo elasticizzato per legare l’arrosto, la plastica che il filo contiene potrebbe essere cancerogena. Sempre e soltanto filo di lino.
-mai e poi mai farsi ingannare dai nuovi condimenti come margarina e olii strani. Per condire, cucinare e friggere usare solo ciò che si usa da sempre: burro, strutto, olio extravergine di oliva.
-analogamente, niente salse industriali.
La maionese si deve fare in casa. E le mie antenate la facevano, velocissime. La salsa migliore del mondo. Io non ci sono mai riuscita e confesso di usare la maionese industriale. Nessuno è perfetto.

Altre regole derivavano dal gusto e dall’esperienza:
– mai uovo e banane nello stesso pasto, due cibi troppo pesanti insieme non vanno bene
– il purè deve essere passato due volte al passapatate
– evitare gli spinaci d’estate, troppo calorosi (la salsiccia no, chissà perché)
– se la ricetta implica un lungo procedimento, salare in tutti i passaggi, non solo alla fine in quantità maggiore. Sembra una sciocchezza, ma in realtà viene tutto più buono.
– POCO SALE.