Cose che aiutano

Un piccolo elenco di oggetti e abitudini che hanno migliorato notevolmente la mia vita negli ultimi dieci anni:

-l’IPad ( non un tablet, ma proprio lui, l’unico, tetragono a tutti i colpi, eternamente giovane IPad)

-il Kindle dentro l’IPad

-le sigarette rollate da me col tabacco greco

-Netflix, SKy e compagnia

-Ryan Air e in generale le compagnie low-cost

-Spotify

e chissà quante altre cose belle mi aspettano in futuro: il meglio deve ancora venire, sempre.

Blinis (ricetta per quando viene Qualcuno, ma anche per tutti i giorni)

Ieri sera è venuta a cena un’amica ucraina, e nonostante  fosse un’ospite, l’ho messa a cucinare i blinis, di cui mi sembra che si trovi menzione in tutti i romanzi russi che si rispettino. Sono frittelle che si farciscono ugualmente bene con ripieni dolci o salati. Lei ha fatto tutto in 5 minuti, quando proverò io non so..

Ingredienti:

Mezzo litro di kefir di latte

2 uova

farina quanta ne prende il composto (nel nostro caso circa 2 etti)

1 cucchiaino di bicarbonato

1 limone

1 pizzico di sale

Olio extravergine d’oliva per friggere

Procedimento: versare il kefir in una ciotola insieme alle due uova intere. Poi versare un cucchiaino di bicarbonato in un cucchiaio da tavola e spremervi sopra il limone. Si svilupperà una schiuma frizzante che deve essere versata subito nel composto.  Quindi aggiungere il sale e mescolare con le fruste elettriche.

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Sempre mescolando con le fruste aggiungere farina integrale a poco a poco, tanta quanta occorre ad avere un composto morbido, ma non troppo liquido.

Velare una padella piccola di olio e, quando si è scaldato, versarvi un mestolo del composto, girando la frittella quando una parte si è dorata. (Il mestolo a casa mia si chiama sgommarello…). Con queste dosi è stata fatta una dozzina di blinis.

IMG_2423 Li abbiamo farciti con burro e salmone, oppure stracchino e lonza: buonissimi, appena agri, spumosi.

Sapevano un po’ di Natasha e Anna e Kitty…

Primi piatti per tutti i giorni

img_2243.jpgCosì semplice che quasi mi vergogno a scriverla, questa ricetta…ma è così buona che la scrivo lo stesso.

Per 4 persone:

400 grammi di pasta corta integrale

2 melanzane fritte a cubetti

una manciata di basilico

una bella grattugiata di ricotta salata su ogni piatto, anzi due.

Mescolate la pasta con le melanzane, aggiungete il basilico e la ricotta salata, nient’altro che ricotta salata.

Primo piatto per tutti i giorni, n.2

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Ingredienti:

-250 gr. di pomodorini secchi

-due belle manciate di foglie di menta e basilico

-olio evo q.b.

Fate rinvenire un paio d’ore i pomodorini in acqua a temperatura ambiente; quindi portate a bollore in un pentolino un po’ d’acqua senza sale e fatevi cuocere i pomodorini per qualche minuto.

Quindi fate raffredare e frullateli con un frullatore a immersione insieme all’olio, al basilico e alla menta. Risulterà una specie di massa densa, come da foto. Al momento di condire allungate con l’acqua di cottura della pasta qualche cucchiaiata del pesto di pomodorini. Quando la pasta è cotta, mescolatela al pesto diluito e condite con abbondante parmigiano/pecorino.

Secondo piatto per tutti i giorni: fettine in salsa d’uovo della zia Giù

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La zia Giù è quella nella cui cucina lo sporco si suicida. Tutto da lei è lindo, sempre, non importa per quante persone abbia cucinato; lei stessa è sempre bella ed elegante, anche ora che ha novant’anni, come un’attrice di Hollywood -rossetto, cipria, merletto, ecc….

Queste fettine sono una sua ricetta e piacciono molto a tutti tranne che a me. Credo che sia la famosa salsa  avgolemon, usata in Grecia per l’agnello (orrore!), ma a casa mia esisteva solo l’Italia, anzi l’Umbria, quindi non saprei.

Ingredienti:

-4 etti di fettine di vitellina magrissime

-2 uova

-2 limoni

-burro, olio, sale noce moscata

Cuocete in padella le fettine, a fuoco lentissimo con poco burro, olio e un pizzico di sale. Mentre la carne cuoce, sbattete le uova intere con un pizzico di noce moscata. Quando le fettine sono quasi cotte, aggiungete il succo di limone alle uova sbattute, mescolate e versate SUBITO sulla carne, mescolando finchè la salsa non si rapprende. Subito, altrimenti il limone cuoce le uova.

N.B. A me non piacciono perchè ho una questione personale con i vitellini da latte, uno di quei traumi infantili da cui non ti riprendi più, proprio da manuale freudiano.

Quando arrivavo in campagna e vedevo i vitellini, mi dicevano che si chiamavano come me e mio fratello, poi un bel giorno sparivano e nessuno mi diceva dov’erano finiti. Ovviamente venivano accoppati per farne fettine come queste, e quando l’ho capito è stato molto peggio che scoprire la verità sui regali di Natale…

Secondo piatto per tutti i giorni

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 Ho stravolto la ricetta dei fusi di pollo all’arancia e salsa di soia, perchè tornata dalla spesa ho scoperto di non avere nè arance né salsa di soia -ho già detto che i Figli sono betoniere che mi obbligano a spese mostruose tutti i giorni?

Quindi ho fatto marinare i quattro fusi con succo di limone. olio, aglio e qualche goccia di tabasco per una notte intera, poi ho aggiunto tabasco sale pepe ecc… e ho infornato per un sacco di tempo. Mi dicono che erano molto buoni.

Le cosce di pollo erano ovviamente quelle delle Galline Felici, e speriamo che lo siano state davvero, libere, nutrite di chicchi di grano ecc…

Figli e bagno

Lasciamo stare il fatto che i Figli riempiano i due bagni di casa con prodotti che neanche una Figlia avrebbe, né per quantità, né per qualità -dieci shamppo diversi, uno per ogni tipo di capello, gommine varie, gel modellanti, bagnoschiuma alle 256 vitamine, ecc…:  lasciamo stare che le loro docce durino ore, che le loro rasature siano dei capolavori. Il vero problema è come avvertano, con antenne invisibili, che io mi sto truccando, o facendo la doccia: subito iniziano a chiamarmi come se avessimo un incendio in casa

-Mammamammamamma!-

Ma l’altra sera, senza volerlo, li ho traumatizzati. All’ennesimo Mamma!, sono andata loro incontro dimenticando di avere sul viso la maschera all’argilla verde. Li ho visti paralizzarsi sconvolti. Hanno balbettato

-Mamma, non lo fare mai più…-

Del sublime, o quasi, per Quando viene Qualcuno, ma anche per il lunedì

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Regalo del lunedì mattina per affrontare la nuova settimana: lasagne alla Norma.

Ho ceduto e ho comprato melanzane a gennaio!

Prima della ricetta, una raccomandazione che è quasi una supplica: per favore, non usate parmigiano su questo piatto! A nessun costo! Solo ricotta salata. E usate solo melanzane fritte, per favore. Le melanzane ai ferri lasciamole ad altri piatti. Oppure cambiate ricetta.

Ingredienti per sei persone:

250 gr. di lasagne fresche

1 kg di ricotta

2 dl di latte

1 litro di salsa di pomodoro

due melanzane belle grosse

un panetto di mozzarella a dadini(l’ho già scritto che amo il formaggio, vero?)

ricotta salata grattugiata

circa 10 foglie di basilico, anche di più se vi piace

1 spicchio d’aglio

olio, sale, pepe

Preparazione: mettere sotto sale le melanzane tagliate a fette per circa un’ora; a parte, far soffriggere l’aglio e poi versarvi la salsa avendo cura non solo di salare, ma di aggiungere un cucchiaio di zucchero. Lasciar cuocere 10 minuti circa , quindi spegnere la fiamma. A freddo aggiungere il basilico lavato e spezzato con le mani.

Friggere le melanzane lavate, asciugate  e taglaite a cubetti (buon divertimento). Scolarle e asciugarle su carta del pane.

Scolare la ricotta della sua acqua e unire ad essa il altte, un pizzico di sale e uno di pepe, mescolando.

A questo punto, iniziare gli strati di lasagne, dopo avere disposto qualche cucchiaio di sugo sul fondo della tiella. Alternare uno strato con sugo e melanzane fritte a uno con la crema di ricotta e i cubetti di mozzarella, fino alla fine degli ingredienti. Sullo strato finale spargere il sugo rimasto, qualche foglia di basilico e miolta, molta, molta ricotta salata grattugiata. Infornare per circa 40 minuti a 180 gradi.

 

 

Cucina basic di casa, primo piatto n.1

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Tumminia, che credevo nome arabo, invece è siciliano e significa tre mesi: questo grano cresce in tre mesi, da marzo a giugno, e cresce in condizioni disperate, nella più completa aridità o esposto all’aria salsa del mare. Lo usavano nel Medioevo durante gli assedi, per la sua crescita rapida.

Poi è stato dimenticato per la bassa resa del raccolto e perchè ormai si cercano le farine di grani ricchi di glutine, più resistenti alla trazione delle macchine industriali da pasta.

La sua farina è povera di glutine, ricca delle proprietà del germe di grano, e la pasta che ne deriva è bruno-dorata, leggermente friabile, appena amara, di un gusto arcaico, un po’ severo, che mi piace molto. Unico difetto: il prezzo.

Pasta di Tumminia con slavia e mandorle

Ingredienti per 6 persone:

-600 grammi di pastadi Tumminia

-120 gr. di burro

-30 foglie di salvia circa

-2 manciate di mandorle tritate

-1 spicchio d’aglio

-olio evo

-parmigiano

Lavare le foglie di salvia e tritarle nel mixer con due cucchiai, anche più, di olio extravergine d’oliva e una punta di sale.

Fare dorare lo spicchio d’aglio nel burro, quindi aggiungere le mandorle e farle insaporire. Spegnere, togliere l’aglio e aggiungere il pesto di salvia.

Lessare la pasta e farla insaporire nel sugo con un spolverata di parmigiano (o pecorino).

Polpettone della zia Lilli

Leggero, vivace, solo apparentemente modesto come la zia che lo faceva.

La cottura a bagnomaria mantiene tutto il gusto e la cottura senza grassi lo rende digeribilissimo e pieno di sostanza.

Tutte le ricette a base di tritato che posterò qui appartengono a zie che le hanno inventate, apprese o rivangate durante la guerra appunto, quando un po’ di tritato era un cibo da re.

La foto non rende. Immaginatelo, se vi piace, con maionese (fatta a mano mi raccomando) o con senape e  qualche cappero qua e là.

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Ingredienti:

– 4 etti di tritato di vitello magrissimo

– 4 etti di tritato di vitellina

-3 uova

– 1,5 etti di mortadella tritata

-1 etto di parmigiano

-molta noce moscata

– sale e pepe secondo il gusto

-una confezione di garza di lino (quella in due rotoli) di puro cotone, proprio quella delle ferite 🙂

Mescolare tutti gli ingredienti in modo da avere un composto omogeneo e ben sodo (da una massa di questo peso io ho ottentuo due rotoli di carne). Avvolgere ciascun rotolo di carne con la garza, ben stretto, rigirando più volta la benda.

Porre i due rotoli in una pentola a bordo alto dove stiano ben vicini fra loro, quindi porre la pentola in una più grande di acqua bollente. Appena il bollore riprende, abbassare la fiamma, in modo che l’acqua mantenga una lieve ebollizione, incoperchiare e fare cuocere, rigirando di tanto in tanto, per 2ORE (ebbene sì, 2 ore).

Fare raffreddare quindi “sbendare” i rotoli e affettarli.