Shop on line e botteghe

Da poco ho scoperto che, almeno qui da noi, andare dal macellaio o dal fruttivendolo sotto casa fa risparmiare rispetto all’equivalente nei grandi supermercati, Quindi, io che sono una fanatica dello shopping on line, ho voluto verificare se è vero anche per i generi non alimentari. Ebbene, talvolta, non sempre, è così anche per questi.

E ne sono traumatizzata. Disabituata ormai ai rapporti umani che non siano il buongiorno al corriere, come farò ad avere di nuovo a che fare con commesse che giurano mi stia bene persino un piumino bianco?

Stress e tecnologia, ancora tu

Il giochetto che i produttori di cellulari stanno conducendo è lampante: vogliono unificare tablet e cellulare, in modo che si porti una cosa sola. I tablet si allargano, in modo che non entrino più in una comune borsa da donna e sembrino sempre più un computer ( secondo loro: in realtà è scomodissimo scrivere da un IPad ad esempio). Contemporaneamente il cellulare si dilata, ma non può raggiungere le dimensioni ottimali per chi deve portare occhiali da lettura.

Purtroppo il mio vecchio, amatissimo cellulare mi sta lasciando, non può ricevere ulteriori aggiornamenti. La commessa mi presenta un cellulare di ultima generazione, grande come un lenzuolo. Io la blocco subito.

Signorina, è troppo grande. Ma in borsa entra. Non voglio portare il cellulare in borsa: se mi scippano? Bè, allora…in molte tasche entra. Non nelle mie. Ma se cambia jeans…Non posso vestirmi in funzione del cellulare!

Tutte le signore presenti in negozio hanno esultato gridando E’ vero, è vero! Speriamo adesso che il tumulto arrivi ai produttori….

 

 

Ancora e sempre su stress e tecnologia

Dovendo in casa ridipingere una stanza, l’imbianchino oggi ha staccato il rooter per qualche ora. Al primo nanosecondo di disconnessione i Figli sono emersi dalle loro tane in preda a convusioni da crisi d’astinenza. Mentre infilavano la porta diretti verso una biblioteca che avesse il wi-fi, io mi sono concessa la scena madre su quando eravamo ragazzi noi cinquantenni, senza internet e cellulari. E mi ha preso un’irrefrenabile nostalgia, che ancora non mi passa, per quei tempi, neppure tanto lontani, in cui quando uscivi non eri raggiungibile e gli affari tuoi erano tuoi per davvero.

Destabilizzazione

Non solo superlavoro; non solo il mio amato, vecchio portatile Mac è passato a miglior vita; ma per giunta diluvia. E in Sicilia, quando piove bisogna aver paura. Non solo perchè le norme del codice della strada vengono automaticamente abolite da tutti, ma soprattutto perchè le persone sono atterrite e sembrano stranissime

Quando vivevo a Torino, pioveva e nessuno se ne dava per inteso, ciascuno continuando ad attendere alle sue faccende. In Umbria uguale. In Irlanda sembra strano che non piova. Qui tutto si paralizza, sospeso in un attimo eterno di puro terrore che legittima l’essere in ritardo, o il non arrivare affatto. E’ vero che le piogge siciliane sono veri monsoni, ma il mio sangue umbro si ribella alla paralisi. E così ci sono solo io in giro, solo io in orario. (Comunque, molto peggio della pioggia è l’abbandono del Mac).

Ancora su generazione Ikea

Lo confesso come un peccato: a casa usiamo ancora i materassi di lana. Li piego ogni settimana per far loro riprendere forma e loro rispondono ammorbidendosi come creature vive. Ogni notte si adattano alle nostre schiene e ci fanno dormire bene. Per trovare chi li rifà, oggi ho fatto decine di telefonate e chi finalmente ho trovato verrà dallo sprofondo a casa mia. Si preferiscono materassi di altri materiali, che dopo qualche anno saranno buttati, elevando il tasso di inquinamento ambientale. Mi sento vecchissima…ma resisto. La lana sarà nuovamente lavata, cardata, insaccata e trapunta, come una volta. Mi sento vecchissima, ma anche il cerimoniere di un rito molto antico che non deve essere perduto.

… e cose che non mi aiutano a campare

ma proprio per niente:

-l’Id Apple ( se scordi cosa hai scritto come tuo attore preferito da ragazza, circa 10, sei finita; e soprattutto: perchè?)

-le App di Google per cellulare

– Google che mi scrive mail per ricordarmi che non ho le sue App sul cellulare

-il Nespresso

-e, più di ogni altra cosa, vedere sui banconi dei supermercati in Sicilia, i limoni dall’Argentina.

Tutto molto soggettivo, ovviamente. L’elenco per ciascuno di noi è lungo…

Cose che aiutano

Un piccolo elenco di oggetti e abitudini che hanno migliorato notevolmente la mia vita negli ultimi dieci anni:

-l’IPad ( non un tablet, ma proprio lui, l’unico, tetragono a tutti i colpi, eternamente giovane IPad)

-il Kindle dentro l’IPad

-le sigarette rollate da me col tabacco greco

-Netflix, SKy e compagnia

-Ryan Air e in generale le compagnie low-cost

-Spotify

e chissà quante altre cose belle mi aspettano in futuro: il meglio deve ancora venire, sempre.

Io butterei giù tutto!

-E ricostrurei belle case nuove- E’ stato il commento del mio nipotino, lui abituato a luoghi modernissimi in America, quando a sei anni ha visto per  la prima volta una cittadina umbra. Io avuto un fiotto al cuore e pensando a come noi abitanti di là abbiamo cari quei muri medievali anneriti, a come sentiamo che ci hanno formato, ho sussurato

-Tesoro, un po’ ti capisco. Però questi muri così vecchi hanno qualcosa che i muri nuovi non hanno-

-Cosa?-

-Le storie di chi ci ha vissuto-

La risposta l’ha tacitato per un quarto d’ora, infine ha concordato con me. E penso che sono incatenata a quelle storie.