Non esistere (on line)

Amiche preoccupatissime perchè non rispondo su Whatsapp. Semplice, l’ho disattivato. Ho chiuso il profilo Facebook ( disapprovazione di tutti), non ho Instagram (ma perchè?!?!).

Non credevo che avrei recuperato così tanto tempo; o forse non è questione di quantità di tempo, ma di qualità. Sono più serena, meno legata agli oggetti. In un altro post ho scritto del fare tabula rasa delle cose, ma la prima tabula rasa da fare è quella dei messaggi superflui sì, ma che sottraggono tonnellate di energia, anche solo per leggerli. Ora sono come più concentrata sull’attimo che vivo, priva di quella compulsione a guardare il cellulare che avevo prima.

Non l’aveva detto Seneca che l’unica cosa davvero nostra è il tempo? Bè, è vero. Le cose davvero importanti ti raggiungono comunque.

Shock tecnologico

Da una decina di giorni cerco on line informazioni su un certo tipo di divano che mi piace. Non ne avevo parlato con nessuno in casa fino all’altro ieri, quando li ho descritti a  mio marito, Il cellulare era accanto a me e il comupter era acceso.

Un paio d’ore dopo sul computer di mio marito (perché sì, qui in casa ci sono più computer che persone!) hanno iniziato ad apparire pubblicità del tipo di divano di cui avevamo parlato. I Figli e il marito credono che dipenda dal rooter, io invece sono atterrita dall’idea che abbiano ascoltato la conversazione, tramite cellulare. Infatti perchè il rooter avrebbe deciso di inviare pubblicità su un altro computer della casa, solo dopo la conversazione, quando facevo ricerche da 10 giorni? perchè la pubblicità appare solo su quello di mio marito e non sui computer dei miei figli?

Loro sanno che siamo marito e moglie; e sanno ciò che ci siamo detti. Da due giorni vivo ossessionata da ricordi del Grande Fratello e di Hal 9000. In ogni caso, come dicono qui, i divani mi sono caduti dal cuore. Li odio,  non li voglio più. L’effetto opposto della pubblicità.