Irlanda 2018, 1

Di nuovo Dublino, in una di quelle belle giornate di sole, così  rare in Irlanda. Credo che in giorni come questo si sbrighino a fare tutte le foto per i sti turistici, per presentarsi al meglio.

Ero con i Figli in visita alla casa di Joyce e il custode ha chiesto al Figlio grande perché tanti italiani la visitassero. Perché lo studiamo a scuola, risponde lui. Il custode rimane di stucco e il Figlio piccolo aggiunge: dopo andiamo alla mostra di Yeats, studiamo anche lui.

Il custode ha vacillato e si è messo seduto, mormorando non so cosa.  Che figurone! La tanto bistrattata scuola italiana almeno serve a questo, a far stupire della cultura dei nostri ragazzi. A cosa questo serva oggi, è un altro paio di maniche 🙂. Ma a me sta bene così, che si consolino con i versi di Yeats durante i giorni bui, quelli niente al mondo potrà mai rubarglieli.

Sveglie e usignoli

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Un alunno, uno di quelli scavezzacollo che quando chiedono di uscire una è contenta, così ha cinque minuti di pace, però buono e pronto a chiedere scusa, l’altro giorno era più tremendo del solito. Parlottava, si girava, non prendeva appunti. Non potendone più a un certo punto grido

-Marco!- (nome di fantasia)

Lui salta da seduto stile fumetto, boccheggia, poi fa

-Prof che paura! Meno male che la sua voce è stata non paurosa, non lo so come dire, un po’ sveglia, un po’ usignolo..-

E io ridevo troppo per fargli una nota o per dirgli ciò che pensavo, vale a dire

-E tu, mio caro ragazzo, quando l’hai mai udito un usignolo, tu che vivi incorporato al divano davanti alla PS 4?-