Albe

Io sono quella che si alza prima a casa. I Figli potrebbero dormire fino all’ora di pranzo pur andando a letto alle 22; pare che ci sia un piacere nel dormire che mi resta sconosciuto. Ma loro perdono il piacere dell’alba. Da ogni finestra di casa si vede il mare, che per noi è ad est. Quando finisce la notte e i pescherecci rientrano, il sole sorge rosso e veloce dall’azzurro, come qualcuno gli avesse dato un calcio da sotto. E viene da ringraziare per tanta bellezza.

Allora esco col cane che insieme a me, come me, si slancia felice verso il nuovo giorno. E incontro il popolo dell’alba, che è completamente diverso dalla gente comune. Qualche clochard si risveglia piano tra i cespugli della piazzetta; un paio di tizi, che  vivono in macchina, si lavano alla fontanella; il panificio regala il pane del giorno prima a chi lo chiede, in genere quelli che frugano la sera nei cassonetti.

L’altro giorno la fontanella era deserta, ma qualcuno aveva lasciato l’acqua aperta. Ho fatto per chiuderla e uno dei barboni è emerso dai cespugli farfugliando -La lasci aperta signora, altrimenti gli uccellini non possono bere- e così ho fatto. Una saggezza superiore. Sei un santo amico mio, se ti preoccupi degli uccellini quando tu non hai nulla.

Poi si fanno le sette e mezza, cala una saracinesca invisibile e questo popolo torna nell’ombra. Mamme tutte carine accompagnano i bambini a scuola.

Domenica

IMG_2248 Basta allontanarsi un po’ da Taormina, che è là sullo sfondo, e i prezzi si dimezzano, ma la bellezza della domenica non cambia. Dall’altro lato si ergono le montagne della Calabria: lo stretto di Messina è di una bellezza sconvolgente, soprattutto perchè Messina non è di moda. Povera città di passo e di poco prezzo, che ancora non si è risollevata dal terremoto del 1908.

L’acqua è questa qua sotto ed è stranamente calda. Le correnti che vengono dallo Stretto, quelle di Scilla e di Ulisse, portano verso sud, verso Taormina e bisogna saper nuotare molto bene, tanto da mantenere la calma quando ti vedi così lontano dal tuo ombrellone e ti sembra di non poterci ritornare e di non poter mai vincere la forza dell’acqua. Sarà per questo che tutti restano a mollo lungo la battigia e non sanno cosa si perdono.

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Io mentalmente ringrazio mio padre che mi obbligò ad anni di nuoto agonistico e rientro a riva con i Figli e con finta nonchalance al mio ombrellone, mentre i Figli ringraziano mentalmente me, che ho fatto la stessa cosa con loro, ma non me lo diranno mai.

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Poi, al costo di un toast a Taormina, involtini di cernia, calamari o pesce spada, a scelta, con caponata.
N.B. In Sicilia si fa un involtino di tutto. Ed è sempre, invariabilmente, squisito.

 

Dopo di che il sangue umbro ha avuto la meglio. Sono tornata a casa mentre tutti arrivavano.

Mare pasquale

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Oggi il mare è stato di un’allegria tremenda, pasquale davvero.

Faceva pensare al verso di Eschilo, Elena bella come un sorriso di mare in pace ( e, in coscienza, quale donna può reggere un confronto così splendido? Forse solo la divina Marilyn).

In pace, pieni di allegria: la vera Pasqua.