Quando eravamo grandi

A Utrecht qualche anno fa ho visto nel pavimento di pietra di una piazza del centro una fessura rivestita di bronzo che l’attraversava tutta; e dalla fessura uscibva una nebbia leggera. (per un’immagine: https://www.ikreis.net/p-673/fietsen-langs-de-limes)

Ho chiesto a una signora che passava

-E’ l’antico limes, quello dei Romani-

Ho sentito un brivido lungo la schiena. Che  qualcuno in Europa fosse fiero del passato romano, tanto da museificarlo nel pavimento di una piazza, come a dire, noi siamo colti, siamo civili, siamo discendenti degli antichi Romani, mi ha commosso, lo ammetto. Noi in Italia facciamo scempio del nostro passato, altri in Europa vanno fieri di esso.

Eravamo grandi, e non mi riferisco certo alle conquiste militari, alla virtus guerriera, all’imperialismo, ma a quel che veramente resta, il diritto, e l’acqua calda nelle terme per tutti: quando i romani arrivarono in Olanda i Frisoni stabilivano il loro capo in base all’altezza del cumulo di spazzatura sul quale aveva costruito la sua capanna.

Eravamo grandi. Forse lo saremo ancora, ma non si vede nessuna luce (Ahi serva Italia...).  O forse sì?

Un amico olandese mi ha detto, per esaltare l’Italia, You have the best foood in the world (e qui mi sono un tantino arrabbiata, perchè di questo non se ne può più, e perchè uno si chiede: se vi piace tanto, perchè non imparate a cucinare la pasta come si deve?); ma poi ha aggiunto and your voice is always full of emotions.

E’ vero. Forse un po’ di luce c’è.