L’italica ossessione

L’anno scorso di questi tempi, a Galway, in Irlanda.

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Un amico irlandese ci ha portato a pranzo in un locale semplice accanto al mare. Dà un’occhiata al menù, lo posa con aria desolata sul tavolo e ci guarda, come a scusarsi, aggiungendo
-Sorry, you Italians are obsessed with food, I know.. –
Punta nell’orgoglio nazionale, perchè mi sono stufata che tutti parlino dell’Italia solo per il cibo, e cercando di correggere l’impressione del nostro amico senza contar troppe frottole, me ne esco con un
-Oh no, we are also obsessed with love affairs!-
-Which is the best?-
-Both-

E subito dopo è arrivata la chowder soup, una meravigliosa zuppa di pesce, latte, patate e non cos’altro di benedizione divina, degna della tavola del miglior ristorante italiano.

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Tutti in Irlanda giurano che sia semplicissima a farsi. Internet è piena di ricette della chowder soup, e un paio ne ho provate: voi non fatelo.
Il risultato era letteralmente orrendo, nulla a che vedere con la delizia irlandese.

Ci sono cibi che si possono mangiare solo dove sono stati inventati, gli arancini in Sicilia, la bistecca alla fiorentina a Firenze, la crescia con la lonza in Umbria e la chowder soup in Irlanda.

Natale in Irlanda

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In un piccolo paesino irlandese a sud di Dublino, la mattina di Natale , in un gelo siberiano, decidiamo di andare a Messa.
Chiesa di pietra scura, sagrato gremito di gente vestita come se andasse a teatro, pizzi, tulle, tacchi 12, noi intabarrati con piumini e passamontagna. Dentro le panche sono affollate da famiglie in file serrate, come un esercito. In ogni panca una famiglia: marito con mani grandi quanto il torace di un marito italiano di taglia media, moglie elegantissima, e 4/5 bambini a scaletta, di un 1,20 di altezza, 1,10, 1,00, 90 cm, 70 cm, tutti con bei capelli tra il rosso e il biondo.
Appena gli irlandesi ci notano, subito magicamente si svuota una panca e ci fanno sedere con mille sorrisi. La messa sembra una chiacchierata tra vecchi amici, si ride, si canta, si stringono mani e si danno pacche sulle spalle.
Subito dopo dopo l’Elevazione il sacerdote dall’altare tuona
-Happy birthday, Jesus Christ!-
e tutta la chiesa intona l’Happy birthday.
We love you, Ireland.