GRIGIO

Da Dreamstime

Sempre nel già citato libro di Brusatin (https://www.einaudi.it/catalogo-libri/arte-e-musica/arte/storia-dei-colori-manlio-brusatin-9788806153441/) c’è un’incantevole osservazione sulle sfumature del grigio. Pare che siano aumentate nell’ultimo cinquantennio, o che siano visibili ora all’occhio umano, o, più probabilmente, che sentiamo l’esigenza di differenziarne le tonalità. Il fatto è da ricollegare all’urbanizzazione, fenomeno grigio per sua natura. E dunque grigio ferro, antracite, canna di fucile, tortora, perla, fumo, eccetera.

In parallelo, diminuisce l’uso delle nomi, molto più numerosi delle denominazioni relative al grigio, che indicano le gradazioni del verde: verde salvia, reseda, smeraldo, prato, bandiera, salice, bottiglia, verde pino, verde militare, giada, muschio, cinabro, veronese….

Siamo ormai distaccati dalla natura, quindi dal verde, e non abbiamo più necessità di distinguerne le sfumature -non un gran progresso, indubbiamente. D’altronde, chi fra i nostri ragazzi sa cos’è la salvia, e quanti riconoscono un salice? Quando ai Figli, qualche anno fa, ho chiesto di tagliarmi qualche rametto di quercia, loro vagavano sotto le querce chiedendo Dove? Dove? Ho avuto paura. da quel giorno con il riconoscimento di alberi e piante sono diventata martellante.

Strascichi del Coronavirus

Mi avventuro dal parrucchiere: colore, taglio eccc…e devo stare due ore buone. Messaggio del Figlio Piccolo: Oggi pranzo a casa.

-Come mai?-

-Mi sento un po’ giù-

Ansiosa e ansiogena come sono, allerto con moderazione il Figlio Grande, in vacanza a casa. Dagli un’occhiata quando torna, per favore. Non l’avessi mai fatto. Mi arrivano dal grande resoconti dettagliati di temperatura e valori pressori del piccolo. Quando torno lo trovo bocconi sul letto, che mormora: È stato terribile mamma….. Insomma, pare che sia stato accolto dal Fratello Maggiore in assetto antisommossa, costretto a indossare una Fpp2, e a misurare il misurabile.

Giustificazione del Maggiore: mangia così tanto che, se si sottrae agli arancini previsti con gli amici, deve avere qualcosa di grave!

Per un semplice mal di testa 🙂. Ancora un po’ di strada da fare per il ritorno alla vita normale.

The Day After

In preda a crisi di astinenza, appena ho avuto due giorni liberi e hanno tolto la quarantena per chi reintra nell’isola, sono andata a trovare il Figlio Maggiore.

L’aereoporto era come si vede nelle foto: Fall Out o, per chi non conosce i videogiochi, The Day After. Ad ogni angolo mi aspettavo che balzassero fuori gli zombi. E poi invece mi è sembrato bellissimo…

Poche cose che ho capito (Coronavirus 13)

Se mi ripetono le cose molte volte, o se le cose si ripetono molte volte, alla fine capisco. E ultimamente ho capito questo:

  1. che mi piace un paese in cui, a livello ufficiale, si precisa che i fidanzati stabili sono equiparati a congiunti
  2. che meno male che ho sposato mio marito, altrimenti in questa casa si sarebbe visto scorrere il sangue dopo due mesi di clausura coatta
  3. che per il Figlio Piccolo l’assenza da pizzerie e locali tipo arrosti e mangia è molto meglio della dietologa
  4. che non dimenticherò mai le immagini dei camion dell’esercito a Bergamo

Coronavirus, 6

  • resistere  e rispondere gentilmente quando il Figlio Maggiore su Skype ti chiede cosa hai fatto oggi: fatto!
  • resistere quando il Marito compra on line pasta delle farine più assurde, mai sentite, romane, altomedievali e  barocche: fatto!
  • incrostare e devastare il mouse con lo spray disinfettante: fatto!

Coronavirus, 5

Decido di spedire al Figlio Maggiore una mascherina, visto che non la trova. Su un notissimo sito di shopping on line faccio una lunga ricerca: tutte risultavano in consegna non prima di Aprile. Finalmente ne trovo una che poteva essere consegnata nella seconda metà di Marzo, ok, nera, ma lavabile e riutilizzabile.

E lui mi scrive che non la indosserà mai perchè sembra un’aggeggio sadomaso….

Figli e Google Maps

Al termine di un micidiale raffreddore, che mi ha tenuto due giorni lontana dal computer, ho avuto modo di osservare l’ultimo balzo evolutivo dei Figli. Ed è stato un trauma per me. Perché quando camminano in una nuova città, non si guardano intorno, non si orientano con monumenti o particolarità del tessuto urbano, non chiedono a un passante; guardano nella mano destra il cellulare impostato su Google Maps. Quando alzano la testa e volgono intorno lo sguardo, sono finiti, incapaci di raccapezzarsi. Poi mi dicono stupefatti, Vero è di qua mamma, come hai fatto? 😀

Consiglio di mia madre n.1

Quanto più la vita infierisce su di te con prove e dispiaceri, tanto più bisogna mostrarsi al meglio, carine, truccate e vestite bene per quanto si può.

mia madre è morta 14 anni fa, ma non smette per questo di educarmi; anzi alcune sue parole, come queste, le capisco meglio solo ora 🙂.

Pranzo squallido e lezione d’inglese

Ok, lo ammetto, stanca delle cucinate per le feste, domenica mi sono concessa, e ho imposto a tutti, un pranzo sano e leggero, così leggero da essere triste. Ieri il Figlio minore aveva lezione di Inglese e il professore ha chiesto di descrivere l’ultimo pranzo domenicale

E sai mamma? tutti descrivevano cose buonissime e io ho dovuto confessare minestrone surgelato e pollo ai ferri…

Dì al professore di farsi gli affari suoi.

E insomma, per una volta che si sgarra, si viene subito scoperti!

Atmosfera natalizia e brodo di cappone

Per il pranzo di Natale, a casa mia in Umbria, si faceva sempre il brodo di cappone con i cappelletti. Io lo odiavo.

Adesso, per ogni pranzo di Natale, faccio il brodo di cappone con i cappelletti (credo l’unica in tutta l’isola). I  miei figli lo odiano, ma io lo faccio lo stesso. Mi piace continuare a fare quello che facevano le donne forti e allegre che hanno fatto la mia infanzia, che non avevano paura di lavorare, resistere e aiutare. Mi piace anche dare una continuità, onorare quel che mi è stato tramandato. Solo perchè così si fa. Magari un giorno i miei figli faranno il brodo di cappone a Natale.