Strascichi del Coronavirus

Mi avventuro dal parrucchiere: colore, taglio eccc…e devo stare due ore buone. Messaggio del Figlio Piccolo: Oggi pranzo a casa.

-Come mai?-

-Mi sento un po’ giù-

Ansiosa e ansiogena come sono, allerto con moderazione il Figlio Grande, in vacanza a casa. Dagli un’occhiata quando torna, per favore. Non l’avessi mai fatto. Mi arrivano dal grande resoconti dettagliati di temperatura e valori pressori del piccolo. Quando torno lo trovo bocconi sul letto, che mormora: È stato terribile mamma….. Insomma, pare che sia stato accolto dal Fratello Maggiore in assetto antisommossa, costretto a indossare una Fpp2, e a misurare il misurabile.

Giustificazione del Maggiore: mangia così tanto che, se si sottrae agli arancini previsti con gli amici, deve avere qualcosa di grave!

Per un semplice mal di testa 🙂. Ancora un po’ di strada da fare per il ritorno alla vita normale.

The Day After

In preda a crisi di astinenza, appena ho avuto due giorni liberi e hanno tolto la quarantena per chi reintra nell’isola, sono andata a trovare il Figlio Maggiore.

L’aereoporto era come si vede nelle foto: Fall Out o, per chi non conosce i videogiochi, The Day After. Ad ogni angolo mi aspettavo che balzassero fuori gli zombi. E poi invece mi è sembrato bellissimo…

Cose che aiutano e cose che non aiutano durante la pandemia (e oltre)

Aiutavano:

-il ragazzo del piano di sotto che sparava a palla i Pink Floyd

-il balcone fiorito della vicina di destra

-le chiacchierate con gli operatori ecologici mentre portavo a spasso Kate all’alba e l’alba era paurosa, offrendo solo il vuoto assoluto di strade e piazze, prima già affollate a quell’ora

Non aiutavano:

-gli anziani che andavano a comprare il pane in giacca da camera, pigiama e ciampelle, accentuando l’atmosfera ospedaliera già fin troppo evidente.

Poche cose che ho capito (Coronavirus 13)

Se mi ripetono le cose molte volte, o se le cose si ripetono molte volte, alla fine capisco. E ultimamente ho capito questo:

  1. che mi piace un paese in cui, a livello ufficiale, si precisa che i fidanzati stabili sono equiparati a congiunti
  2. che meno male che ho sposato mio marito, altrimenti in questa casa si sarebbe visto scorrere il sangue dopo due mesi di clausura coatta
  3. che per il Figlio Piccolo l’assenza da pizzerie e locali tipo arrosti e mangia è molto meglio della dietologa
  4. che non dimenticherò mai le immagini dei camion dell’esercito a Bergamo

Le buone maniere (Coronavirus 12)

Non ho ancora letto il saggio di Norbert Elias sulle buone maniere, questo: https://www.mulino.it/isbn/9788815128096. Ne conosco in forma molto sommaria il contenuto.

L’autore descrive come si sia passati da un Medioevo nel quale era normale bere tutti dallo stesso bicchiere a un banchetto ( e anche peggio),  a un’epoca come quella in cui è vissuto, la prima metà del Novecento; e collega la nascita delle attuali regole di galateo all’occultamento della violenza, un tempo motivo di gloria personale per cavalieri, successivamente evolutasi in controllo sociale. Il venir meno di ogni sfoggio di violenza andrebbe di pari passo con la negazione della corporeità.

Bene, oggi starnutiamo e tossiamo nel gomito, indossiamo volentieri mascherine per celare il nostro fiato e copriamo le mani: il prof. Elias non poteva prevedere uno sviluppo così rapido. Il virus è un acceleratore evolutivo?

Coronavirus 11

 

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Questo panorama durante la passeggiata di oggi col cane (che mi guardo bene dall’affittare). Il mare non è solcato da nessuna imbarcazione, come sempre invece in tempi ante Coronavirus.

Sul balcone plotoni di passerotti al mattino presto e nel pomeriggio. Finalmente, non so per quale misteriosa alterazione dell’habitat portata dalla quarantena, sono riusciti a cacciare gli odiosi piccioni che dominavano i cieli e piombavano in terrazza grassi impallati, perchè mangiavano tutto loro.

Il silenzio è profondissimo h 24. Come potrò riabituarmi al frastuono di prima? Sentiamo persino il mare di notte, un rombo piano e costante. Sto scoprendo bellezze che spezzano il cuore. Se solo riuscissi anche a dormire…

Idea per un business (Coronavirus 10)

Verso le cinque del pomeriggio, a le cinco de la tarde, la strada qua sotto si riempie di persone con cani, piccoli, grandi, di razza, meticci. Purché siano cani. Gente che aveva pubblicamente dichiarato che non avrebbe mai avuto un cane, adesso gira con coppie di potenti labrador.

Ci si scambiano quattro chiacchiere a distanza, gridando attraverso le mascherine, vanificando ogni privacy, tutti giulivi, alzando il viso verso il sole.

Così ho pensato di affittare il mio cane a chi vuole assolutamente uscire. Credo che farò un sacco di soldi.

Coronavirus 9: Ottantenni (vietati commenti politici perchè non è un post politico)

Se è vera la notizia che un presentatore olandese ha deplorato le terapie fornite contro il Coronavirus ad ottantenni obesi e fumatori che fra due anni potrebbero essere morti (http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/coronavirus-presentatore-tv-olandese-kelder-inutile-salvare-anziani-obesi-e-fumatori-moriranno-entro-2-anni-be237ed4-1830-4afb-b651-67a30f5a1759.html), ci sono molte, moltissime considerazioni da fare. Di seguito, alcune di esse:

  1. Fra due anni potrebbero essere morti anche sessantenni, cinquantenni, quarantenni. Meglio non curare più nessuno?
  2. Max Weber aveva connesso la genesi del capitalismo alla religione protestante , che riteneva la floridezza economica prova certa di un benigno giudizio divino di salvezza. Così, nell’Europa del Nord, la spinta ad accumulare capitali fu, e rimane ancor oggi,  molto più forte che nell’Europa meridionale, dove la Chiesa Cattolica ha come modello (non sempre seguito) San Francesco . Una differenza di mentalità di lunga durata, che genera quel che a Sud viene giudicato un incrudelimento del capitalismo.
  3. Quando si sposta un paletto morale, chiamiamolo così, è molto difficile stabilire un nuovo punto in cui fissarlo. Se oggi mi sembra inutile, ed economicamente dannoso, curare gli anziani, e procedo a non farlo, domani potrò decidere di non curare i trentenni, i biondi, le persone che non mi piacciono.  O si curano tutti o nessuno.
  4. Picasso_Guernica-2000x1200
  5. Questo lo aveva ben capito Picasso. In Guernica la statua in frammenti del guerriero antico con la daga spezzata in mano è la fine dell’antico modo di combattere, basato su una qualche forma di codice etico (non si colpiscono donne e bambini, se l’avversario scende da cavallo scendi anche tu per essere alla pari ecc…).E il guerriero soggiace alla lampadina elettrica, simbolo del progresso che ha portato solo morte. Non è il ricordo di un singolo bombardamento, sia pur grave, ma l’annuncio che da quel momento in poi tutto sarà possibile in virtù dell’abbattimento di un cardine morale, che non si uccidono i civili e i disarmati. Sette anni soli separano Guernica da Hiroshima.