Qualcosina per la Madre Terra

Persino san Francesco, che chiamava tutto fratello e sorella, ha definito Madre la Terra. La Tellus dei Romani, raffigurata nell’Ara Pacis in atto di allattare placida due gemelli. E’ così che la vedo.Confesso di essermi un po’ fissata con il rispetto verso il nostro pianeta. E ho valutato che ben poco posso fare se non:

  1. procedere al rifiuto della plastica. Metterò un filtro al rubinetto della cucina ed eleiminerò le bottiglie di acqua minerale. Per il resto, auspico un ritorno alla distribuzione porta a porta di alcune cose come il latte, in bottiglie di vetro da rendere ogni settimana, dietro buono sconto, come si faceva un tempo.  E di procedere, appena sarò in pensione, cioè, ahimè, fra troppi anni,  all’autoproduzione di quasi tutto.
  2. Intanto autoproduco detersivi. Bastano due sostanze, l’acido citrico e il percarbonato di sodio, per fare quasi tutto a impatto ambientale zero. E i risultati sono molto, molto migliori di quelli dei comuni detergenti. Ne vale la pena anche se si deve perdere un po’ più tempo. Per il loro corretto uso v. https://www.mammachimica.it/, un sito splendido, onesto, non filoindustria, né filogreen. La verità, pura e semplice, finalmente.

Promemoria per il troppo caldo

  1. Indire una raccolta firme per un monumento da erigere in tutte le piazze d’Italia all’ignoto inventore dell’aria condizionata. Ne abbiamo tanti dedicati a imperialisti sanguinari, ne voglio uno per questo benefattore dell’umanità.
  2. Non credere ai consigli sui giornali e on-line su come tener fresca la casa senza aria condizionata. Anche se tieni tutto chiuso di giorno, quando all’esterno ci sono 40 gradi, come oggi, dentro ce ne saranno sempre e comunque 32.
  3. Reprimere il senso di nausea e le lamentele quando ti alzi alle 5,30, i vetri e gli infissi già bollono, il cielo è bianco e il sole rugge. Vomitare e lamentarsi non cambierà le cose.
  4. Non credere a chi ti dice che andare al mare ti rinfrescherà. Non è vero, il mare è una fornace e il tragitto all’andata e al ritorno sarà mortale.
  5. Fare le valige all’istante: chiara, fresca, dolce Umbria!

Shock tecnologico

Da una decina di giorni cerco on line informazioni su un certo tipo di divano che mi piace. Non ne avevo parlato con nessuno in casa fino all’altro ieri, quando li ho descritti a  mio marito, Il cellulare era accanto a me e il comupter era acceso.

Un paio d’ore dopo sul computer di mio marito (perché sì, qui in casa ci sono più computer che persone!) hanno iniziato ad apparire pubblicità del tipo di divano di cui avevamo parlato. I Figli e il marito credono che dipenda dal rooter, io invece sono atterrita dall’idea che abbiano ascoltato la conversazione, tramite cellulare. Infatti perchè il rooter avrebbe deciso di inviare pubblicità su un altro computer della casa, solo dopo la conversazione, quando facevo ricerche da 10 giorni? perchè la pubblicità appare solo su quello di mio marito e non sui computer dei miei figli?

Loro sanno che siamo marito e moglie; e sanno ciò che ci siamo detti. Da due giorni vivo ossessionata da ricordi del Grande Fratello e di Hal 9000. In ogni caso, come dicono qui, i divani mi sono caduti dal cuore. Li odio,  non li voglio più. L’effetto opposto della pubblicità.

 

Operazione Tabula Rasa

 Chi entra a casa nostra la trova ordinata, abbastanza ordinata, serena. Non sanno di che lacrime grondi questo risultato. Dentro le mura agiscono due forze opposte, quella di mio marito e dei Figli e la mia.

Loro vogliono tenere tutto, sono accumulatori seriali, preferibilmente di libri, computer vecchi, cassette che non si sa più come ascoltare perchè sono pezzi da museo i dispositivi di lettura, abiti, scarpe.

Dal lato opposto, io. Avendo scoperto con gli anni che il mio ideale di vita è monastico e fatto solo di un pagliericcio, una tonaca e una ciotola di legno, io butto tutto, letteralmente, anche i libri (orrore! direte voi, ma è anche vero che uno non può tenersi in casa qualunque cretinata sia stata scritta nei secoli). Marie Kondo in confronto a me è un angioletto. Io procedo con perfidia, facendomi del male, ma procedo. In primavera, ogni anno, inizio all’insaputa di tutti qui in casa l’operazione Tabula Rasa. Quando posso regalo, altrimenti butto. Come con la generosità nei voti, non mi sono mai pentita. E quando vedo gli scaffali alleggeriti, gli spazi nei cassetti e negli armadi, gli oggetti prima semisepolti che fanno capolino tutti contenti, mi sembra le stanze tornino a respirare.

Loro ogni tanto cercano cose e , non trovandole, mi accusano di averle buttate. Io nego, accetto le critiche sorridendo e consapevolmente, felice, continuo l’operazione Tabula Rasa. Loro non cercano MAI quello che io ho buttato. Erano tutte cose che ormai ignoravano di avere….

Ora devo arrivare a fare tabula rasa anche dell’operazione Tabula Rasa. Due regole entreranno in vigore prossimamente:

  1. se in casa entra una cosa è perchè se ne è regalata o buttata un’altra
  2. qualunque cosa entra in casa andrà pulita. Aumenterà la fatica quotidiana. Se vorrete occuparvene, acquistatela pure; tanto io tornerò al mio pagliericcio…