Pasqua e caffè

Full frame of light roasted coffee beans

Ieri mattina cercavo qualcosa, un’immagine, un’esperienza, che potesse dare una vaga idea di resurrezione della carne. Perchè questa ovviamente non può essere paragonata nulla, né immaginata. E tuttavia si può cercare nel mondo umano una qualche affinità con essa -sono sempre ottimista. Mi è venuto in mente innanzi tutto l’innamoramento. Poi l’odore del mare molto presto, quando albeggia. E poi, non vorrei sembrare troppo prosastica, l’odore del caffè al mattino, in cucina. E’ uno squillo di tromba, una voce allegra che trae dal sonno e dal buio e chiama a un giorno pieno di cose belle da vivere. Insomma, mi commuove (e non c’è Nespresso che tenga, mi dispiace per George Clooney, ma l’odore del caffè è quello della vecchia, cara Moka).

Quindi nei prossimi post un raccontino a puntate dedicato alla scoperta di ciò che mi fa alzare al mattino.

Figli, marito e cose

In questa casa io sono la Custode delle Cose, Colei che sa. Mai come al ritorno dalle vacanze. Dove sono le scarpe da canoa? Dov’è la maglia blu? Dove è questo e dove è quello. Eppure ognuno mette a posto le sue cose, e ogni cosa ha un suo posto logico. Ma Loro lo dimenticano. Io sono depositaria di ogni sapere, di quanto riso bisogna mettere nel pasto del cane, del posto in cui sono i calici belli, e di quello in cui teniamo lo sciroppo per la tosse. E non serve ripetere, è più facile chiedermi che memorizzare.

Quando morirò, li vedrò cercare disperati ogni cosa, dalla  colla alla pasta. L’Aldilà sarà tutta una risata.