Cronache etnee

All’alba ci ha svegliato il tremore ritmico di vetri e porte. Sono corsa in terrazza, pensando ad una mareggiata, sebbene mai il mare avesse dato simili fenomeni, e infatti era l’Etna. Un boato dopo l’altro e il cane impazzito di terrore. Questa era la colonna di fumo a nord:

e questa era a est, mentre si abbatteva sulla città:

E’ il decimo parossismo in pochi giorni, con tutto quel che ne consegue: aeroporto chiuso, balconi, strade e terrazze coperte da terra nera, fiori e piante in delirio che, così fertilizzati, sbocciano a più non posso, ecc..Sui social, che non frequento, mi dicono che impazzi l’hashtag #nonscopopiù#; c’è chi ha disegnato nella terra caduta sul balcone di casa la Venere di Botticelli.

Io spero solo di non fare la gioia di qualche archeologo del futuro.

Vaccino

Venerdì ho fatto il vaccino Astra Zeneca. Organizzazione perfetta, non sembrava nemmeno di essere in Sicilia -me lo perdonino i miei amici siciliani. In un’ora avevo fatto tutto.

La notte febbre a 40 e delirio. Vedevo il luogo del vaccino, udivo una voce che mi diceva di trasformare ciò che vedevo in PDF, quindi PDF scorrevano davanti ai miei occhi a gran velocità. Al risveglio stavo già bene.

Due osservazioni:

1- il personale dell’enorme padiglione nel quale si facevano i vaccini era tutto giovane, diciamo under 30 o giù di lì, e gentilissimo, quasi lieto. Sarà perchè erano giovani? Mi pare che i cinquantenni già si sveglino inferociti e ben decisi a farla pagare a tutti, così, solo perché gli va. Se divento così, abbattetemi.

2-il primo sentimento è stato di liberazione; il secondo di tristezza perché, se sono liberata solo io e non i miei familiari e tutti quelli intorno a me, che cosa abbiamo concluso?

Piccola storia delle arance moderne

In primis, grazie a tutti dell’affetto: Mi siete mancati. Ora va molto meglio e così..I’m back!

Piccole osservazioni su frutti che non amo molto, se non sotto il profilo decorativo. Portate in Sicilia dagli Arabi (pare), si diffusero molto poco sino al Rinascimento, perido nel quale affiorano nei dipinti, simbolo di status elevato, nel ritratto dei coniugi Arnolfini:

da Wikipedia, s.v.

o come sfondo alla Primavera di Botticelli:

da Wikipedia, s.v.

Poi, alla metà del Settecento, un medico britannico, Lind, capì che lo scorbuto, prima causa di morte dei marinai imbarcati sui grandi bastimenti, era da attribuire alla carenza di vitamina C . Arance e limoni, capaci di resistere per mesi nelle stive delle navi, divennero ricercatissimi. La Sicilia allora ne era la maggior produttrice del Mediterraneo e i proventi del commercio di agrumi resero belle le città della costa e moltiplicarono le belle ville sull’Etna.

Alla fine dell’Ottocento, solo i più ricchi in Europa potevano gustare arance e mandarini, ormai riservati agli equipaggi delle navi. Manet li raffigura sul bancone del locale più elegante di Parigi

da Wikipedia, s.v.

e il Narratore della Recherche ricorda che la duchessa di Guermantes ai suoi ospiti offriva dopo cena solo una spremuta di arance -raffinatezza suprema.

E oggi? Sparito lo scorbuto, spariti i bastimenti di un tempo, sparite da negozi e supermercati le arance migliori, che amo anch’io, quelle rosso scure, uniche al mondo perchè colorate dal terreno lavico, di varietà Moro o Sanguinello, le ho ritrovate a Londra, in forma di costosissime spremute. E quel che resta sa un po’ di decadenza.

A presto, se Dio vuole

Sant’Agata, solo l’anno scorso era così…

e oggi è un deserto. Tempi di Covid, tempi duri per tutti.

Purtroppo mi è capitata una cosa (una tramvata, direbbero a Roma) che abbatterebbe un toro. Ma io sono più forte di un toro. Torno presto, se Dio vuole. Un abbraccio a tutti, mi mancate e vi porto in cuore ( come dicono qui, con la passionalità di questi luoghi).

Soccorso

I numeri della mia regione fanno paura. Sento il virus col fiato sul collo. Muoiono nelle case vicine.

Poi, durante una passeggiata col cane, c’è l’airone candido nell’acqua sporca e la palma che cresce quasi senza terra, nonostante tutto. Una specie di colomba di Noè -il mondo in un lampo torna ad essere un posto meraviglioso e deporre le preoccupazioni, anche per un solo istante, è un sollievo straordinario. Rientro con un sentimento di gratitudine.

Gap generazionale

Alla scoperta che i ragazzi non avessero idea di Silvio Pellico, dello Spielberg e di Maroncelli, attacco una tirata come Dio comanda: com’è possibile che voi non conosciate ecc... concludendo: io quand’ero piccola ero così appassionata del Risorgimento che avevo la raccolta di figurine Panini!

Classe a disagio, un alunno, inferendo dall’esistenza di una raccolta Panini la relativa contemporaneità, come accade oggi, esclama stupito -Perchè prof, a quei tempi LEI C’ERA?

Seconda tirata mia – Come puoi pensarlo? Non era come oggi, che se esce il film di Harry Potter il giorno dopo ci sono le figurine! Ho fatto anche la raccolta dei dinosauri, cosa vuol dire, che vivevo tra i raptor? E chi sono io, HIGHLANDER????-

-prof, chi è Highlander?-

Fra noi e voi, cari ragazzi, se non conoscete Highlander, non c’è solo un gap generazionale, ci sono millenni, ere geologiche, eoni. Mi sento vecchissima.

Creazione di Adamo, 2

Di William Blake – The Yorck Project (2002) 10.000 Meisterwerke der Malerei (DVD-ROM), distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH. ISBN: 3936122202., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=147900

L’acquarello di William Blake è del 1795, molto distante da Michelangelo, in tutti i sensi.

Adamo è disteso a terra, a braccia aperte, come crocefisso, preda della materia e del male, simboleggiato dal serpente. Dio è un essere alato, con ali innestate su protuberanze che crescono dalle spalle della figura in forma di radici e foglie -un Dio panteista, spinoziano, che trascorre sul primo uomo. Una medesima espressione di angoscia accomuna Dio e la sua creatura, quasi che il primo tema, trascorrendo su Adamo, di non poterlo salvare dal male. Secondo altri, potrebbe invece spingerlo nella terra. Insomma, ci sono state, fra Michelangelo e Blake, Riforma, Controriforma, Galilei e Newton, Illuminismo etc…

In ogni caso, è la prima rappresentazione iconografica della moderna idea di uomo e cioè negativa. L’uomo come ricettacolo di ogni male, distruttore del pianeta, aggressivo per natura. Tutta l’indubitabile evoluzione, l’aumento della massa cerebrale, la stazione eretta, il pollice opponibile, solo per il male. Come lo vede, insieme a tanti antropologi, anche Kubrik: https://www.youtube.com/watch?v=3ytCNJm-D8M

Quest’idea è ormai sedimentata nell’inconscio collettivo, e nel frattempo si tace, o si parla troppo poco, di scoperte che la contraddicono. Quanto segue l’ho letto in un libro di Chatwin e non ricordo più quale. Chatwin riferisce del rinvenimento, nelle grotte del Sud Africa, di crani di ominidi con i segni inequivocabili, sulla nuca, del Dinofelis, la tigre dai denti a sciabola. Si trattava in genere di ominidi molto giovani, o vecchi, o malati . Il gruppo umano dimorava all’ingresso della caverna; di notte il felino usciva e ne attaccava il più debole, ritraendosi quindi sul fondo della grotta, per attaccare di nuovo la notte seguente.

All’improvviso, negli strati più recenti, i segni dell’attacco sugli ominidi non si trovano più, i crani sono tutti intatti, pur in presenza delle ossa del predatore . Qual è l’unica ricostruzione possibile? Che uno di questi primissimi uomini, stanco e addolorato al vedere ogni notte assottigliarsi il gruppo, abbia trovato la forza di costringere il suo pollice intorno a un sasso e lo abbia scagliato contro il predatore. E ancora e ancora, fino ad ucciderlo. Il pollice opponibile sarebbe nato dunque, non per uccidere, ma per salvare un altro ominide, e il linguaggio come richiamo e segno di allerta. Insomma, per natura saremmo solidali, non aggressivi. E’ l’aggressività che viene indotta dalla civiltà, non la solidarietà.

Forse davvero c’è stato, nel lungo processo che ci ha separato dalle scimmie, una luce, un soffio vitale e divino, un monolite, un collegamento neuronale nuovo.

Il presepio più antico

Intendo non la più antica raffigurazione della Natività, primato disputato online da vari centri italiani, né quello di Greccio, ma quello come il nostro, con i pupazzetti di terracotta ( o anche di plastica). Il presepio popolare, quello delle nostre case.

Non è il mio campo, ma credo che potrebbe essere quello rinvenuto in contrada Occhiolà, presso Grammichele di Sicilia, almeno fino a che altri e più recenti rinvenimenti non costringano a rivedere l’affermazione.

immagine tratta da: https://viaggimarilore.wordpress.com/2019/12/13/presepi-fantastici-italia/

So come è andata da qualcuno che scavava là. Si stavano mettendo in luce le case dell’abitato distrutto dal terribile terremoto del 1693, quando questa persona ha trovato tra la terra la statuetta di una pecorella. Poi un’altra. Poi un’altra ancora. Poi la statuetta di un pastore.

Ragazzi sembra quasi un presepio! ha scherzato; e subito dopo è venuta in luce la figuretta di una donna bionda inginocchiata, e di un bimbo disteso, quindi il resto dei personaggi. Era un presepio. Non sontuoso, né raffinato, ma tenero e vivace. E sicuramente ante 1693.

Il terremoto, che ha distrutto l’intera Sicilia orientale, è avvenuto l’11 gennaio, alle 13 circa. Il presepio era dunque ancora montato e si trovava sotto la rampa di scale che conduceva al piano superiore, presso un camino.

Io, che sono di radici umbre, faccio albero e presepio il 23 dicembre e il 6 gennaio li disfaccio. In Sicilia sono un outsider. Qui si fa tutto prima dell’Immacolata e si disfa ben dopo la metà di gennaio. Un umbro, con amarezza si dice: Via, è finita per quest’anno, rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo.

In Sicilia invece si indugia nelle cose belle, non per pigrizia, ma per il rammarico di abbandonarle, di lasciarle andare. Resta ancora un po’, si mormora al Natale già trascorso. E così è giunto fino a noi il presepio di Occhiolà, e chissà quanto altro ancora.

Presepio

Nella capanna metto una colonna (corinzia) a segnare che la nascita del Bambino è la fine della vecchia era e l’apertura della nuova ed eterna Allenza. E metto Benino, il pastore che dorme, segno di chi non siaccorge nemmeno di questo, come siamo tutti noi.

Metto anche ‘u scantato da stidda, come lo chiamano in Sicilia, il personaggio con la mano sopra gli occhi, spaventato dalla stella, come noi. Un tipo di pastore che già esisteva nel Quattrocento, come didmostra l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano:

tratto da: https://scheggiaimpazzita.wordpress.com/2012/01/06/adorazione-dei-magi-di-gentile-da-fabriano/

E l’anno prossimo metterò le anime pezzentelle che ordinerò a San Gregorio Armeno, quelle dimenticate in Purgatorio per le quali nessuno prega,perchè chissà che non sia anche la nostra sorte; e qualcosa, non so ancora cosa, che ricordi questo anno che volge al termine, perchè comunque non dobbiamo dimenticarlo.

Buon Natale a chi passa da qui!