Una scena bellissima (il caso non esiste)

Nella mia città, o forse, più in generale, nelle città, ci sono i Raccoglitori, coloro che vivono di quel che trovano nei cassonetti. Indifferenti, sorridenti e cortesi, hanno un loro stile, almeno in questa zona: una donna sulla cinquantina, abbronzata come una sciatrice, sfoggia zaini e tute davvero carine, tanto che solo guardandole le mani si capisce la sua attività; il ragazzo ungherese che parla da solo e indossa sempre giubbotti col cappuccio, anche d’estate, declinando con fermezza e gentilezza ogni offerta di magliette a maniche corte.

Ieri pomeriggio ero con Kate, la mia cagnolina, in una via un po’ defilata rispetto alla principale. Un uomo anziano, dritto e dal bel viso, con indosso giacca e pantaloni lisi e un cappello a larghe tese, si avvicinato al cassonetto della spazzatura e ha iniziato a mangiare qualcosa che prendeva dall’interno, con calma e signorilità, come se spilluzzicasse patatine al tavolo di un bar elegante.

E’ stata una pugnalata. In un lampo ho pensato di dargli dei soldi e subito dopo con dispiacere ho realizzato che ero uscita senza borsa e quindi senza portafoglio, come sempre quando esco col cane. Ebbene, proprio allora, un’automobile ha inchiodato e la ragazza che guidava è scesa, si è avvicinata all’uomo, gli ha detto qualcosa, che non ho udito a causa della distanza, e gli ha messo in mano una banconota. L’uomo sembrava confuso e si è allontanato lento, come se passeggiasse con una bella signora.

Uno spettro si aggira per l’Italia

Ed è un nuovo lock down. Nessuno lo dice, molti lo pensano e lo temono.

Ragazzi, qual è stata la prima cosa che avete fatto dopo il lock down? La maggior parte è andata a trovare i nonni. Alcuni hanno visto un amico/a. qualcuno ha mangiato un hamburger da Mc Donald. Tutti hanno detto come è stato strano rivedere gli altri, come quando si esce per la prima volta all’aperto dopo una lunga malattia.

A scuola sono sono splendidi: mascherine, distanziamento, banchi sui pallini rossi, puntualità nella didattica a distanza, non escono neppure per andare in bagno.

Spero e prego che tutto questo basti: chiuderli di nuovo sarebbe terribile per loro.

Domande urbane

Essenzialmente 3, nell’ambiente urbano in cui vivo:

  1. da dove spuntano i venditori di ombrelli quando piove? da dove prendono gli ombrelli, così all’improvviso?
  2. Come fanno i writers a scrivere con le bombolette spray ad altezze impreviste? si portano un ponteggio, si legano al tetto?
  3. Come fanno alberi possenti a crescere nella poca terra delle aiuole cittadine?

Alla prima domanda ho avuto risposta stamattina. Un omino carino e piccino ha aperto lo sportello dell’Enel e delle linee telefoniche, all’angolo della strada, e ha tirato fuori una sporta di ombrelli pieghevoli. Riserve segrete, segreti delle città.

Attendo le altre risposte.

Strascichi ( o prosecuzione) del Coronavirus

Sull’autobus, con la Fpp2 che indossavo dal mattino presto e che aveva ormai disseccato le mucose di naso e bocca, sono stata costretta a vedere la seguente scena. Un tizio, con non una mascherina, ma una specie di casco tipo Guardie dell’Impero di Guerre Stellari, ha iniziato a sgridare tutti coloro che avevano la mascherina abbassata sul naso; quindi ha preso a fotografarli urlando che avrebbe inviato le immagini alla Procura della Repubblica. I tizi interpellati si sono slanciati ruggendo su di lui e ne è nata una rissa, infine sedata per l’intervento di qualche persona di buon cuore, alla quale il conducente aveva assistito indifferente con rimbrotti bonari e generici. E’ ogni giorno così, mi ha detto, è peggio del virus.

Ho continuato a piedi. E continuerò a farlo.

Cuccioli

Supplenza in una prima, ragazzini appena usciti dalle scuole medie, ai quali spesso non è ancora cambiata la voce. Quando c’è supplenza, ancor prima che il docente entri, la mente dello studente è ormai settata sul Non si fa niente, inutile quindi tentare discorsi densi di contenuti. Si parla di quel che stiamo vivendo, che si è appena vissuto: il Coronavirus e il lock down. E anche quelli più baldanzosi, che cercavano la caciara, con vocette incrinate hanno mormorato: Avevo paura per i miei nonni, vivono con noi; …per i miei zii; …per mio padre, si era operato da poco al cuore…

Tenerezza infinita.

Stress tecnologico, breaking news

La Tv olandese ha rinunciato ai cookies: https://www.professionereporter.eu/2020/09/la-dittatura-di-google-e-dei-cookies-non-e-imbattibile-la-tv-olandese-ci-prova/

Notizia non da poco, si profila una specie di libertà, per noi gente comune, sottoposta a profilazione coatta. Era ora. Quando mi compare sulla schermata dei quotidiani che leggo la pubblicità di quel paio di scarpe che ho visionato quasi per caso, e compare una, due, tre volte, accompagnata da altri suggerimenti per gli acquisti, silenziosamente grido un basta! e non compro nulla. Un’esasperazione a quanto pare molto diffusa, se qualcuno inizia a fare la scelta opposta. I risultati della Tv olandese confermano che rifiutare i cookies porta dritti dritti al successo. Senza pubblicità on line noi compriamo di più 🙂