Ope legis

Elenco qui solo alcune cose, le più urgenti, che vorrei veder proibite ope legis, dall’alto e senza discussioni:

  1. la plastica. Le industrie che la producono riconvertite subito alla produzione di magnifici contenitori di vetro o in società di consegna a domicilio di latte, detersivi, acqua, ecc..con stupendi vuoti a rendere, ovviamente di vetro
  2. i matrimoni in Sicilia tra la seconda metà di maggio e la fine di ottobre. Un familiare è stato a un matrimonio fissato per il tardo pomeriggio. 38 gradi all’ombra, pioggia di cenere vulcanica stile ultimi giorni di Pompei e una cerimonia civile durata un’ora buona in quanto la celebrante ha fatto la storia dell’amore tra i due sposi (ragazzi, meglio in chiesa, le chiese sono fresche…). I primi piatti, in numero di sei, sono stati serviti alle 11; vi lascio immaginare il resto.
  3. i jeans e le camicie maschili attillate d’estate. Riconversione della moda maschile allo stile Luigi XIV per l’inverno (non se ne può più di abiti blu o grigi!) e per l’estate ai caftani colorati che i nostri concittadini nati in Africa sfoggiano senza versare una stilla di sudore -loro sì, che sanno come si fa.

19 pensieri riguardo “Ope legis

  1. Addirittura 6 primi piatti! Di norma ai matrimoni c’è il cosiddetto “tris di pasta”, ma oltre non si va, anche perché la pasta è un piatto notoriamente molto pesante. Evidentemente in Sicilia hanno degli stomaci molto capienti. 🙂 Tra l’altro non sono mai stato in Sicilia, merita?

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