Cronache etnee

All’alba ci ha svegliato il tremore ritmico di vetri e porte. Sono corsa in terrazza, pensando ad una mareggiata, sebbene mai il mare avesse dato simili fenomeni, e infatti era l’Etna. Un boato dopo l’altro e il cane impazzito di terrore. Questa era la colonna di fumo a nord:

e questa era a est, mentre si abbatteva sulla città:

E’ il decimo parossismo in pochi giorni, con tutto quel che ne consegue: aeroporto chiuso, balconi, strade e terrazze coperte da terra nera, fiori e piante in delirio che, così fertilizzati, sbocciano a più non posso, ecc..Sui social, che non frequento, mi dicono che impazzi l’hashtag #nonscopopiù#; c’è chi ha disegnato nella terra caduta sul balcone di casa la Venere di Botticelli.

Io spero solo di non fare la gioia di qualche archeologo del futuro.

13 pensieri riguardo “Cronache etnee

    1. E’ davvero affascinante…in realtà nessuno di noi ha davvero paura, diciamo che c sentiamo però un po’ in balia del vulcano. Ti auguro di tornare presto, chissà, magari si potrà prendere insieme una granita!

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  1. Certo vivere con un continuo rimbombo nelle orecchie non è una cosa piacevole, vedo che tutti i miei amici catanesi sui social tacciono, uno di loro produce musica, lo studio di registrazione credo ne risenta molto. Speriamo che finisca presto.

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