Quando eravamo dee

319px-Venus_von_Willendorf_01Questa è la Venere di Willendorf, conservata al Naturhistorisches Museum di Vienna (immagine tratta da Wikipedia s.v.) . Si data nella fase finale del Paleolitico Superiore, come molte altre simili, tutte rinvenute lungo i sentieri di caccia dei gruppi nomadi. Non si trovano mai statuette maschili, solo femminili, e tutte con evidenti segni di numerose gravidanze; nessuna ha un volto, non sono ritratti, e addirittura spesso, come in questo caso, il viso è celato da un casco di denti di cinghiale. Non sono donne particolari, sono la Donna.

Questo tipo di rinvenimento è rimasto un mistero fino al libro di Bachofen. Il matriarcato paleolitico sarebbe scaturito dalla mancata connessione logica tra l’unione di uomo e donna e il bambino nove mesi dopo. La gente di allora non aveva ancora potuto stabilire quali fossero gli effetti di cause lontane nel tempo. Alle donne si attribuiva la facoltà divina di generare da sole: dunque erano dee.

Se lo dici oggi, la gente ride. Ma in fondo, se ben guardiamo, anche a noi qualcuno l’ha spiegato come nascono i bambini.

Poi, e probabilmente fu una donna, che come dea non andava a caccia e attendeva fuori dalla caverna il cibo, a capire che nel luogo dove era caduto un seme tempo prima era nata una pianta. A quel punto la connessione tra fatti lontani nel tempo fu stabilita. Era nata l’agricoltura e per noi donne la pacchia era finita. Ancora se ne pagano le conseguenze :).

 

 

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