Cronache d’Irlanda, 2

L’economia irlandese sta andando benissimo. La chiamano The celtic Tiger, la tigre celtica. I prezzi sono aumentati enormemente dall’anno scorso, il cibo di un 30 % circa. Ogni luogo è straordinariamente curato e ben tenuto.

Conversazione sull’autobus con una signora irlandese

Where are you from?-

-From Sicily-

-Oh, I was there last year! Very nice! Good food, the sun…But is there poverty, isn’t it?-

E’ così, la Sicilia è povera a confronto dell’Irlanda e i turisti se ne accorgono, non possiamo illuderci del contrario.

E con la crescita economica cambia tutto, in modo ben percettibile da chi, come me, torna qui dopo un anno. Aumentano i clochard, i senza tetto, chi chiede l’elemosina. A O’ Connell Bridge ho visto uno scippo, cosa impensabile fino a poco tempo fa. Tutti vanno di fretta, distratti. La gente ti dice di star attenta alla borsa. La tigre ci divora. Mangia i cuori.

L’antica Irlanda, quella che a Tolkien ispirò la Contea degli Hobbit, dove per essere felici bastava una birra e un piattino di fragole, dura però in campagna, dove tutti ti salutano quando ti incontrano e sono prodighi di cortesie; o il venerdì sera a Temple, quando la gente balla e suona per strada e senti solo musica e rumore di uomini.

4 pensieri riguardo “Cronache d’Irlanda, 2

  1. Quell’ogni luogo è straordinariamente curato e ben tenuto è un pugno in pancia. Mi riporta alla desolazione di certi viali in cui anche gli alberi si sono stancati di tenere su i rami (da Messina a Palermo è un susseguirsi di viali dealberati), all’abbandono coatto di luoghi che dovrebbero essere effigie sacre (a Milazzo avrei pianto),
    Curare un luogo è investire nell’operosità umana, far girare lo sporco denaro è molto importante, certo più il denaro gira più sono i bisogni da soddisfare e il prezzo dei beni aumenta, ma da sprone all’investire.
    E pensare che la Sicilia ha uno Statuto invidiato da tutte le altre Regioni, se solo la sua classe dirigente fosse stata in questi anni attenta non al proprio orticello ma al bene comune, quanto sarebbe stato diverso.

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    1. Ah Paolo, quanta ragione hai! Quanti luoghi i Sicilia sono perennemente offesi! E il guaio è che è un’offesa di cui molti si compiacciono. In Sicilia senti ripetere, come un mantra “Potremmo vivere di turismo”, ma sanno cosa dicono? hanno idea di cosa legittimamente si aspetta un turista? Basta leggere le recensioni dei blog inglesi sull’isola, per sapere che delusione abbiano avuto.

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  2. In Irlanda c’è stata una carestia e una povertà terribile nel secolo scorso, che hanno costretto la popolazione a emigrare in massa e ha ispirato Dubliners di James Joyce. Altro che accontentarsi di una birra e un piattino di fragole. Negli anni ’80 l’economia irlandese è partita a razzo per aver saputo offrire una fiiscalità convenientissima alle aziende, che si sono spostate lì numerose. Con la crisi anche questo aspetto si è indebolito. In Italia aspettiamo qualche idea per sopravvivere, sarebbe già qualcosa

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