Conversazioni in Sicilia, 3

Non una conversazione, ma piuttosto una rivelazione, l’illuminazione di una mentalità arcaica e meravigliosa.

Sull’autobus magicamente trovo un posto a sedere. Davanti a me un vecchietto, uno di quelli tipici dell’entroterra siciliano -coppola, camicia bianca, pantaloni grigi lisi, e bastone. Una fermata dopo sale una signora dalla pelle nera, circa all’ottavo di mese di gravidanza.

Io istintivamente faccio per alzarmi e cederle il posto e mi ritrovo il bastone del vecchietto piantato nel petto -Non tocca a lei susirisi!- cioè non tocca a lei alzarsi. Poi, rivolto al fondo dell’autobus -Carusi! Nuddu c’è ca ci runa u posto a un’incinta?- Trad.: ragazzi, non c’è nessuno che cede il posto a una donna incinta?

E dai posti in fondo quattro o cinque ragazzi che balzano in piedi a testa china, mormorando Cietto, cietto, trad.: certo, certo. La signora si è potuta sedere all’istante.Il vecchietto mormorava soddisfatto.

Gloria a ai supersimpatici vecchietti siciliani!

 

 

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